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Il Ristorante Salini è un'epica della cucina piacentina: come una macchina del tempo porta fino ai nostri tempi la cultura del cibo che esisteva fino alla metà del secolo scorso e che ormai è in via di estinzione.
Groppallo è un paesotto sperduto sulle montagne della val Nure, che conta un santuario, cinque bar, tre ristoranti e due ballabili. Salini è bar, ristorante, albergo e salumificio, per cui si presta molto bene per organizzare delle maialate. Quando siamo stati l'ultima volta, per l'appunto, Sergione aveva organizzato una maialata apocalittica che tra un musino e due fette di coppa comprendeva anche tortelli e anolini... Ma andiamo per ordine.
Come antipasti abbiamo mangiato coppa, salame, pancetta, lardo pesto, alcune torte salate, poi, trattandosi di maialata, anche frittura di fegato, salame e lombata, il tutto davvero ottimo.
Per pettinare lo stomaco tortelli e anolini in brodo.
Quindi il clou: in due pentole dotate di forchettine telescopiche viene portato in tavola un umido di ogni parte di maiale, dal musino al ganassino al gunaciale allo zampino ecc. Finito l'oste ci ha anche offerto la coppa arrosto ma abbiamo rifiutato urlando degli acuti lamenti, e per digerire siamo saliti fino al santuario attraverso il bosco in piena notte. Poi, ricompostici, abbiamo assaggiato anche le torte della casa.
I vini in bottiglia sono tutti della provincia, e sono disponibili anche le etichette migliori, in particolare col dolce abbiamo abbinato la malvasia parzialmente fermentata di Lusenti.
Il conto finale è stato di 25 euro, che è davvero moderato per i prezzi che girano oggi.
PS per agevolare la digestione pesante i confratelli hanno finito la serata alle quattro tra il dancing Smeraldo di Groppallo e la Rosa di Farini.
(Edo.Favari)
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