IL VINO 4 - LA DEGUSTAZIONE DEL VINO

Parleremo questa volta di quali siano le condizioni migliori per degustare un bicchiere di vino. Premettiamo innanzitutto che queste indicazioni non vogliono essere delle prescrizioni rigorose, ma semplicemente delle norme generali dettate dal buon senso, utili ogniqualvolta si intenda bere un buon bicchiere afferrandone a pieno la complessità.
L’ambiente migliore dove degustare deve essere luminoso e chiaro, per permettere a chi beve di cogliere a pieno i colori del vino, ben aerato in modo che altri odori non coprano quelli del vino, possibilmente non troppo umido e al riparo da fonti di rumore fastidioso.
Non esiste un solo bicchiere giusto per bere il vino: lo scodellino bianco tanto diffuso nelle nostre osterie è adattissimo per bere dei vini giovani come il gutturnio in una tavolata di amici, così come vanno benissimo quei bicchieri massicci di vetro di forma cilindrica che ancora oggi si trovano in qualche vecchia osteria o nuova hosteria: non si beve il vino solo per degustare! In realtà si è diffusa negli anni una teoria dei bicchieri che abbraccia tutte le bevande, dal vino alla birra a tutti gli alcolici e che si prefigge di scegliere la forma del calice del bicchiere in modo da rendere ottimale la percezione dei profumi al naso di chi beve: se la bevanda è molto profumata si tende a smorzare queste sensazioni con un calice più aperto che lascia gli odori liberi di uscire, mentre se la bevanda ha dei profumi meno marcati si prediligono bicchieri più stretti per far cogliere al meglio le fragranze al naso del degustatore. A titolo di esempio si riportano sotto le tipologie più diffuse di bicchiere con i relativi vini per cui sono stati creati: 1-Ballon: vini invecchiati come il Gutturnio Classico, il Pinot Nero e il Cabernet-Sauvignon; 2-Calice per vini freschi come il Gutturnio Vivace, il Lambrusco e il Vino Novello; 3-Tulipano: vini bianchi freschi e aromatici; 4-Flute: vini spumanti secchi; 5- Coppa: vini spumanti dolci. La moderna teoria dei bicchieri esige anche che le pareti del bicchiere siano lisce e trasparenti in modo da lasciar cogliere tutte le peculiarità del vino, dagli archetti alle bollicine: questa prescrizione escluderebbe tutti i calici lavorati della credenza della nonna, ma visto che si può godere anche della bellezza di un bicchiere oltre che della bontà del vino, consiglio senz’altro di tenere ancora buoni questi bicchieri.
Per quanto riguarda il cavatappi, la scelta oggi si restringe a due tipi, infatti i vecchi modelli a trazione manuale richiedono sforzi eccessivi e possono addirittura risultare pericolosi se provocano la rottura del collo della bottiglia. Il classico tirabuson (in francese tirebouchon) è il più diffuso dalle nostre parti e va benissimo, ma nel mondo professionale è preferito il modello a leva. La volta prossima diremo quali siano gli odori e i sapori che si possono cogliere in un bicchiere di vino e perché così spesso si sentono alla televisione personaggi in preda al delirio dichiarare che il loro vino sa di burro, cannella, idrocarburi ecc..