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IL VINO 11 - I VINI VALDOSTANI E PIEMONTESI
La Valle d’Aosta ha una produzione enologica che si rifà in parte a quella italiana e in parte a quella francese: così accanto a vitigni italiani classici come il nebbiolo (Arnad-Montjovet, Donnas), il moscato e la malvasia ne troviamo di internazionali come lo Chardonnay e il Pinot e di tradizione più francese come il Petit Rouge (Enfer d'Arvier, Torrette) e il Vien de nus (Nus Rosso). I vini valdostani, generalmente vinificati in purezza, coprono un po’ tutti gli abbinamenti.
In Piemonte troviamo produzioni comuni a quasi tutte le province, come Bonarda, Barbera, Brachetto, Grignolino, Moscato, Chardonnay e Pinot; tuttavia, in zone particolarmente votate, gli stessi prodotti assumono denominazioni d’origine diverse, il caso più lampante è quello del Brachetto, di cui si trovano le denominazioni Piemonte Brachetto DOC (comune alle province di Cuneo, Asti ed Alessandria) e Brachetto d’Aqui DOCG (la cui produzione è ristretta alle sole zone delle province di Asti ed Alessandria più votate).
Anche la zona delle Langhe, in provincia di Cuneo, contempla molte produzioni d’eccellenza, tra le quali ricordiamo l’Arneis, il Freisa, Nebbiolo e il Dolcetto. Quest’ultimo vino è uno dei simboli della produzione enologica piemontese, è di colore rosso rubino vivo, molto profumato, ha un tenore alcolico non elevato e si abbina molto bene con il riso alla piemontese e le carni bianche. Per apprezzarlo va servito a 16-18° in calici di media ampiezza.
Un’altra zona di grande vocazione vinicola in Piemonte è il Monferrato, a cavallo tra le province di Asti ed Alessandria. Le produzioni di questa zona vanno dal Dolcetto al Cortese, dal Grignolino al Chiaretto, ma il vino che vi si produce e che personalmente preferisco è il Barbera, che è un vitigno diffuso in gran parte della Penisola ma che dà dei risultati eccellenti proprio in questa zona, e come tutti i grandi vini rossi si presta anche all’invecchiamento. Le caratteristiche e gli abbinamenti sono gli stessi di altri barbera di cui abbiamo detto altre volte in questa rubrica, ma il prodotto finale è davvero superbo.
Anche la zona d’Asti ha una eccellente produzione enologica; da ricordare ben due produzioni DOCG, cioè il il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante. Questi due vini, che nonostante il nome vengono prodotti anche nelle province di Alessandria e Cuneo, sono produzioni davvero uniche. Il Moscato è un classico vino da dolce, con un grado alcolico minimo dell’11% e un colore giallo intenso, va servito a 12-14° in calici non molto grandi, e si abbina con tutta la pasticceria secca. L’Asti Spumante, che si produce pure a partire da uve moscato, ha almeno 12° alcolici e ha un colore giallo dorato; è uno degli ultimi spumanti dolci che esistono, quindi va bevuto nelle coppe e non nei flute e si può azzardare l’abbinamento coi dolci di fine pasto.
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