Trattoria Pigazzano di Arianti Walter
Località Pigazzano di Travo (PC)
tel. 0523 / 95.70.35
Chiuso il mercoledì

La Trattoria Arianti di Pigazzano di Travo è un’oasi di pace e di delizia come ce ne sono poche nel mondo! Ci si arriva prendendo il ponte di Statto appena fuori Rivergaro e proseguendo non per Travo ma per Rivalta; un chilometro dopo il ponte c’è l’indicazione per Pigazzano che indica, a sinistra, una stradina da poco asfaltata che si inerpica sul monte: il paese è a pochi chilometri e la trattoria è nella piazza centrale, non si può sbagliare. L’ultima volta che i GRASS hanno fatto merenda da Arianti è stato il 2 giugno: mentre la città era attraversata dalle parate militari quattro confratelli sono saliti in sella alle loro bici e, per motivi diversi, hanno sfidato la salita che porta a Pigazzano. C’era Edo, che aveva fatto voto di pedalare fin là su se avesse superato almeno 4 esami nell’ultima sessione all’università; c’era il Franz, che aveva scommesso che avrebbe perso 5 chili entro maggio contro la pedalata, c’era Mathieu, che notoriamente non si sa gestire e si fa convincere a cimentarsi in imprese sconsiderate, e c’era il Cippa, ma il perché della sua presenza non è chiaro. Fatto sta che dopo un’ora abbondante di pedalate e un paio di soste per bere o per raccogliere le palline uscite dai campi del golf di Croara, i quattro confratelli guadagnano Pigazzano e, parcheggiate le bici, si siedono all’ombra dei tavolini all’aperto della trattoria. Dopo le prime due bottiglie d’acqua, le fatiche ciclistiche cominciano a farsi sentire sotto forma di un certo languorino allo stomaco, quindi si chiama l’oste e si dichiara aperta la merenda: si parte con un vassoio di salumi e quattro scodellini di gutturnio. Arriva un piattone con coppa, salame, pancetta e prosciutto crudo, tutti molto buoni in particolare la pancetta. Ma è noto che l’appetito vien mangiando, e allora finito il primo piatto, tra una discussione e l’altra, si è chiamato di nuovo l’oste chiedendo un po’ di formaggi: sono arrivati pezzi di Grana, pecorino e gorgonzola, tutti davvero buoni. Raccolte le forze si è chiesto il conto (7 euro a testa, secondo noi onesto) e, prima che a qualcuno venisse l’idea di rimanere anche a cena, ci si è messi sulla via del ritorno, che per fortuna era tutto in discesa!