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Trattoria Gianna
Località Chiavenna Landi di Cortemaggiore (PC)
tel. 0523 / 83.61.27
Chiuso il martedì
L'osteria della Gianna è un museo della storia dell'ospitalità padana. Si trova abbandonata in pianura a metà strada tra Piacenza e Cortemaggiore, ed ha sede in un vecchio fabbricato in mattoni con un portico sul davanti che guarda la strada. Si parcheggia a fianco vicino alla pesa pubblica e si entra dalla strada passando sotto le volte rossiccie del portico. Un breve corridoio porta nella prima stanza, col bancone e un grande camino, dove spesso qualcuno legge il giornale al tavolo. La Gianna di solito è in cucina, sulla sinistra, intenta alle sue preparazioni, e per chiedere ospitalità si deve infilare la testa nella porta e aspettare un po' di essere visti.
Durante una sciagurata cena dei GRASS Edo si era lasciato scappare al Priore Daniela che conosceva un locale del genere, ed era in seguito stato costretto da questa a portarci un venerdì sera tutte le consorelle. Nel giorno d'ottobre prescelto una nebbia fittissima era sorta all'alba ed era calata nel tardo pomeriggio per lasciare spazio ad una pioggia scrosciante; ma certo la situazione metereologica non poteva far desistere le consorelle dal tradurre il povero Visir dei GRASS a cena. Parcheggiata la Punto dietro la pesa pubblica, i convitati si presentano al cospetto della Gianna, ostessa severa e di lungo corso, bagnati come pulcini e chiedono se possono avere qualcosa da mangiare; la Gianna li fa sedere nella sala a destra, vicino alla finestra, e poco dopo si ripresenta ad apparecchiare e prendere le ordinazioni.
Dalla Gianna non esiste il menu: lei propone salumi (coppa, salame, pancetta e culaccia) e formaggi (gorgonzola e provolone) serviti su un grande vassoio che porta al centro del tavolo con pane casareccio. Il vino è bianco o rosso con l'etichetta del locale. La qualità del cibo è sempre eccellente, e il vino si accompagna perfettamente alle vivande ed è naturalissimo, si potrebbe azzardare a dire che è del tutto senza solfiti.
Edo, frequentatore del locale fin dalla più tenera età, chiede alla Gianna se non ha mica in pentola un paio di cotechini, che sono certo la specialità del locale ma che sono serviti solo nei mesi freddi. La Gianna replica che non ha ancora cominciato a farli, ma che visto il tempo potrebbe iniziare: questione di cul...tura! Dopo una decina di minuti arriva in tavola un vassoio meravigliosamente imbandito ed un paio di cestini di pane, e gli scodellini del vino cominciano a vuotarsi allegramente mentre le ragazze attingono salumi e formaggi ed Edo si accaparra tutto quello che riesce a far stare nel piatto. Dopo una mezz'oretta e qualche bottone dei calzoni slacciato, sul tavolo non restano che le briciole; mentre le consorelle boccheggiano per la mangiata Edo incalza: "Non vorrete perdervi i biscottoni ripieni, vero?!". Così la Priore incespica fino al bancone a chiedere 'sti biscottoni, e qualcuno dalla stanza dietro gli urla di far portare anche del vino bianco ché l'altro è finito. Dopo poco la Gianna arriva con una bottiglia di malvasia fresca e un vassoio di tortelloni di pasta frolla ripieni di marmellata di prugne e con sopra lo zucchero a granelli. Il gruppo chiede subito caffè e digestivi. Raccolte le forze, un paio d'ore dopo essere entrati, i GRASS si dirigono al bancone per il conto, che supera di poco i 20 €, e dopo aver straparlato per un'altra decina di minuti con la Gianna, si dirigono in macchina.
I programmi della serata prevedevano di proseguire per il Fillmore a Cortemaggiore, ma con le pance gonfie e i calzoni slacciati c'era un po' d'imbarazzo ad entrare in un locale così in auge. La Chiara, autista sobria, si stava spazientendo al volante ancora ferma dietro la pesa pubblica, e la Vale lamentava di non voler andare a casa incolpando Edo della degenerazione di tutte le cene in abbuffate pantagrueliche. Allora Edo propone: "potremmo andare a Piacenza prenderci un gelatino"... ma sulla "g" di gelatino la Daniela comincia ad urlare e a saltare sulla pancia di Edo, che prima di soccombere sospira: "avrei preferito una soluzione meno drastica...".
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