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Trattoria del Cacciatore di Perazzi Antonio La Trattoria del Cacciatore di San Giorgio è uno dei locali preferiti dai GRASS: una vecchia osteria come ce n’erano molte una volta. Si entra dalla zona bar; in fondo sulla sinistra si scorge la cucina, di fronte, a destra del bancone, si accede alla sala da pranzo arredata con vecchi tavoli e sedie, di quelli massicci che non si rompono neanche se li tiri contro il muro. Il locale non può che essere a gestione familiare: l’oste Perazzi serve ai tavoli aiutato dalla moglie e dai due figli. La Trattoria del Cacciatore è aperta dal mattino fin dopo cena, e a qualunque ora è possibile sedersi al tavolo e reclamare una merenda. La domenica pomeriggio è senz’altro il momento più indicato per un lauto spuntino: tutti i tavoli sono occupati da uomini che giocano alle carte e mangiucchiano le prelibatezze che escono dalla cucina. L’ultima volta che siamo stati lì eravamo entrati con l’intento di bere un amaro digestivo per smaltire il pranzo domenicale. Dopo il primo sorso di Amaro del Monte Penice Franco si è lasciato scappare: “Io mangerei qualcosa, magari un po’ di salume…”; ovviamente non ha avuto difficoltà a trovare dei soci per ordinare. Finiti gli amari, abbiamo chiamato l’oste e chiesto una vassoio di salume misto e una bottiglia di vino rosso (come nelle vecchie osterie si sceglie solo il colore del vino, che è imbottigliato dall’oste stesso). Passato qualche minuto arriva un bottiglione di vino rosso (che era gutturnio con dentro molta barbera), un cestino ricolmo di pane e, ovviamente, quattro scodellini di porcellana bianca per bere. Dopo aver spazzolato i primi due vassoi, siamo scaduti in un’abbuffata senza controllo e abbiamo ordinato tutto ciò che di freddo usciva dalla cucina: coppa, salame, pancetta, prosciutto crudo, mortadella, quindi siamo passati ai formaggi: pecorino, gorgonzola e provolone. Da un posto rustico come la Trattoria di Perazzi ci si aspetterebbe del cibo alla buona, invece è tutto il contrario: i salumi sono davvero di ottima qualità, per non parlare dei formaggi, che sono tutti DOP e si sciolgono in bocca che è un piacere! Mentre al tavolo arrivavano gli ultimi vassoi di mortadella e pecorino il Franz ha notato strani piatti fumanti provenienti dalla cucina che facevano rotta verso i tavoli dei giocatori di briscola: era salame cotto col puré! Visto che praticamente tutti gli altri nella sala avevano preso quel piatto invece dei vassoi di salumi e formaggi, sospettiamo che fosse un Signor Salame Cotto, ma davvero non ce l’abbiamo fatta ad ordinarlo (Edo a fine merenda doveva anche andare dalla morosa…). Il conto finale di 10 € a testa è stato decisamente indulgente, considerando che le persone medie a pranzo mangiano meno quattro GRASS a merenda. Quando tutto fu finito, qualcuno ricordò al tavolo che si era andati da Perazzi con fini digestivi…
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